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June 22

VOLGARITA'? NO GRAZIE, SONO PERVERSA

A: stasera sei molto sexy, quel tacco poi... la gonna bah poteva essere più corta ma, cazzo se intrighi
S: Già, beh,sai , i tailleurs con la minigonna nn li hanno ancora inventati...
A: potresti inventarlo tu, sei una crativa no?
S: Oh, sì, certo, ma immagino sia il buon gusto a bloccare l'incalzare del troia style-
 
Soggezione/orgoglio di lui, snobismo/sufficienza di lei, dove si combatte il match stasera?
 
S: allora? Dove andiamo a bere?
A: Mi intrighi davvero, andiamo al privè
S: huh? ahahahahhaahahahha io, con te? ahhahhaha al ahhaha privè? ahhaha odio il mascara, ahha cto che la fantasia nn ti manca eh... oh CONTINUA A SOGNARTELO!
A: beh , avevi detto che c'eri già stata... Ti vergogni? Guarda che non c'è niente di male, ci si diverte sai? Non sarai mica diventata santa tutto d'un colpo?
S: ehm, confondi la santità con la selezione caro, non è che mi vergogni del posto, è che mi vergogno ad andarci con te, insomma con te manco morta!
A: lo vedi? Sei come le altre, parli,parli, poi quando si tratta di concludere... NON FUMARE!
S: Altre richieste? Dai metti in moto, non ho intenzione di passare la serata in macchina a pralare di niente, facciamolo davanti ad una boccia di vino almeno, che da sobria mi fai strano....
A: Ah sì? Beh grazie... andiamo al nu?
S: Sei scemo? Là mi conoscono, evitiamo gli imbarazzi... andiamo alle stanze
A: sei proprio una testa di cazzo...
S: Sì, beh, aspetta, me lo segno...dai andiamo
 
Stanze, continua la provocazione.
 
A: Ti scoperei adesso.
S: Già, beh, come qualcun altro qua dentro suppongo... quanto sei pedante, trova un argomento... mi annoi.
A: ah iovolevo farti divertire ma tu sei bigotta... dovresti scopare di più e leggere meno
S: certo e tu dovresti migliorarti in entrambe le cose. Stai diventando puerile,come tutti gli ignoranti confondi la perversione con la volgarità. Forse se la tua mente fosse più elastica... Ah stiamo continuando a parlare di niente, smettila di leccarmi!
 
Oh oh la provocazione scaturisce l'ira, quest'ultima si trascina sempre una punizione. hiihihih
 
S: ALZATI! ANDIAMO!
A: da te? da me?
S: eh no caro, non sono ancora abbastanza ubriaca per buttarmi via, ora fai la bella figura di tacere e seguirmi, che se nn parli sei anche carino.
A: oh già scusa maestrina...
 
 
Piccolo tratto di strada, fino ai bassifondi, luogo pullulante di tabù, di associali, di lerci ignoranti. Locale squallido, fumoso, musica scarsa, gente di basso rango, due sgabelli liberi al bancone.
 
S: un santa teresa con un cubetto di ghiaccio. Grazie
A: mi fai un coca e ruhm?
S: bevi come un adolescente!
A: tu fumi come un turco...cazzo ma quante sigarette fumi? Dovresti scopare di più e fumare meno
S: sei ripetittivo, e questo ti rende oltremodo noioso... vado in bagno, scusami.
 
nel tragitto si fa largo tra la feccia, arriva al bagno si srotola gli slip sulle cosce fino a trovarseli in mano appallottolati. Ritorna allo sgabello. Si siede, apre il palmo, sventola con gesto di sfida lo slip guardando altrove da lui che a stento nasconde l'eccitazione
 
A: eh? Ti sei TOLTA LE MUTANDE?
S: è una coulotte ignorante. Ora per dio taci ed infilami la mano sotto la gonna, tra le cosce
A: ehm ma c'è gente, ci vedono...
S: Beh passata la vena di perversione? FALLO! senza farti vedere, senza guardarmi in faccia, T'HO DETTO FALLO E BASTA!
 
 
oh oh oh comincia il ravanamento, lei mantiene schiena diritta e sguardo lucido, sorseggia il santa teresa godendosi l'imbarazzo di quella mano sudata. Non dà segni che possano tradire il godimento, se non per provocazione negli sguardi di chi si è accorto del fatto. Ghignante, dopo avere simulato un orgasmo silenzioso scosta la mano.
 
 
S: non mi va più, apri la zip dei pantaloni e tiralo fuori-
A: Cazzo sei scema del tutto, sei fuori?
S: Ho DETTO TIRALO FUORI!
A: dai ma sei pazza mi prendono per maniaco
S: ascoltami bene, ora mi alzo e tu ti tocchi
A: no sei pazza
S: Beh, mi sembra chiaro che SEI COME TUTTI GLI ALTRI PARLI PARLI POI QUANDO SI TRATTA DI CONCLUDERE... ah chi era il bigotto?
A: ok ok credi che abbia paura? eccoti servita
S: ora comincia a toccarti mentre mi alzo, voglio guardarti da lontano, che ti tocchi tra la gente
 
 
Si alza, con passo lento gli volta le spalle, volge ai buttafuori
 
S: ma cos'è questo posto? Ma che razza di gente fate entrare? Io dico entro, mi bevo qualcosa, poi mi giro e trovo un maniaco che si M A S T U R B A! Ma dico io ma dove siamo arrivati?
 
BF: cosa? Dove?
S: al bancone, quello lì vede? Voglio sperare che come minimolo buttiate fuori, è oltraggioso!
BF signora le garantisco che qua non è mai successo, ora ci pensiamo noi!
 
Lei fa un sospiro, saluta A con un gesto di mano come se stesse agitando un foulard, e si allontana mentre sente lui imprecare che erano d'accordo, che lei è una pazza e bla bla bla.
Fuori dal locale, si accende una sigaretta.
 
S: mmmmmmmmm (sbadiglio) sarà ancora aperto altero? HO FAME!
 
hiihihihiihihi
 
May 11

La finestra sul cortile

Eccola. Dopo l'urlo, appare.
Su di un terrazzo chiuso per recuperare un ambiente,
s'affaccia incastrando i gomiti tra le tette da latte ed il davanzale,
ben fasciata dalla liabel arancione e dal grembiule.
S'affaccia il tempo d'assicurarsi dell'esistenza del mondo,
sta al penultimo piano, lei. Nello sporgersi raccoglie gocce di panni maleducatamente stesi sulla sua testa.
Si sfrigola i capelli "uff glie lo dico sempre... Arturo, serve una tettoia!"
questo deve avere pensato accompagnata dai merli e dal rutto di un vicino.
Gurada in basso, ora sbricia il ficus di chi le vive sotto...
"dovrebbero dargli dell'acqua...le piante vanno annaffiate"
A fianco, dalla siepe, una nuova ordata di imprecazioni.
"Stare qui è meglio che al cinema" pensa.
Poi , lo stesso artefice del rutto di prima, s'affaccia, sbiascica quattro fonemi in una lingua di Allah.
"AH questo quartiere è alla deriva"
Guarda in alto, fa un bilancio
"ah graze a dio sto al penultimo piano"
poi scrolla la testa per liberarsi del mondo e si ritira nel suo terrazzo stanza.
May 07

A metà dell'amplesso

F: beh dai cazzo stavo per venire...
S: uff dai oh, voglio una sigaretta
F: non ci credo, sei folle? Ma cos'è? Ti sembra il modo?
 
Scivola sbadigliando verso le sigarette
 
S: bla bla bla... finisci da te... non ti vergognerai mica, sei grande ora mai...
F: ma pensa te cosa mi doveva capitare... ma cazzo ma sei fuori davvero veh... dai torna qua...
S: che rottura di palle... e che sarà  mai... prima la sigaretta...
 
S'alza dal letto, a piedi nudi, verso il salotto, con tutta l'eccitazione nel palmo della mano, s'avvicina, lingua fuori, sguardo supplichevole
 
F: dai...dillo che godi a vedermi così... lo fai a posta...fai così con tutto...è il tuo cervello malato
S: uff quante storie... (boccata, accavallamento di gamba che finisce in un piede che scossa)... dai fallo per me...masturbati qui... in piedi...davanti a me...come se fossi nella tua solitudine più vogliosa e perversa...FALLO!
F: sei un pezzo di merda... uuuuuunnnn peezzooo di merda merda merda...vengo merda...vengo ohohohohohooooooooooo843n vurntinshgpt0ntu8io
 
S'accascia per terra, sotto il piede penzolante, a fianco di quel posacenere con una cicca mezza spenta.
 
S: bene... ora rivestiti e vai...devo lavorare...
F: mi mandi via così?
S: che dovrei fare? Tenerti qui? Hai un po' troppe pretese per essere un segaiolo!
 
 
hiihihihihiihihiihihiihihiihihihihihihihihiihi
 
May 06

the hen corner 3

What about if god could have a fax?
What about asking him to consider my questions?
What about if he would answer me
things i wouldn't hear?
 
 
What about being able to cut my body away?
What about being able to live in a timeless dymention?
What about if i would ask
to live in it eternally?
 
 
What about find me into someonelse's eyes?
What about hunging my thoughts on a stranger wall?
What about realizing everything when it's too late?
What about being you?
 
April 28

THE HEN CORNER 2

Sometimes i wonder:
are you still able to breath the power of a landscape?
are you still able to be confortable walking in each part of the island?
do you still listen to alanise smiling with your eyes?
Do you still "wander if i ever see you again"?
Do you still look out like Friederich's pilgrim?
Do you still care for the book i gifted you?
Do you pray god for Bue?
Would you steel it again for me?
Did you jump again after we did?
Do you still get energy by screaming my name in the night?
Are you still able to reply to the sea?
I'm here barefood in the wet grass of my soul
smoking a sigaret trying to have your back!

II intervallo

Mattino, notte-pre-albica.
 
Cammino.
 
Penso. Può essere l'universo qualcosa di diverso da un grembo? Da un melograno maturo, zeppo d'acini sodi? Infittisco la nebbia alitando nell'aria, è tranquilla la sensazione a-temporale che m'ingloba, arrivo a perdere il punto-elemento.
(  Percorso senza traguardo, il tunnel di fitti rampicanti è un involocro unidimensionale, afono, sordo, infinitamente piatto, nessuna velocità, che cammini o corra la percezione dello spazio non cambia: tutto ha la ocnsistenza di una placenta evaporata, liquido amniotico nel quale serena ritrovo l'equilibrio estatico di un feto che galleggia. Statici, ai lati del tapis roulant, corpi giallognoli penzolano simmetrici dai lampioni, sagome univoche di corde tirate che proseguono su piedi in punta collegati a gambe ritte da caviglie strozzate, ginocchia piegate a novanta gradi, su di un lato, formano perfetti triangoli che hanno il loro vertice in un ventre piatto, toico, trasparente. Ossa foderate di pelle si costituiscono in legnosi toraci dai quali ciondolano molli braccia che incorniciano colli d'elastico che muoiono in scalpi. Fasci di luce, come sarcofagi di plexiglass, li custodiscono in un maniacale ripetersi, un ritmo costate e ciclico al punto da morire e diventare non ritmo; scandita precisione, senza particolari, fotocopia a ripetizione in fotogrammi ritagliati:  VISIONEDISTILLATA. )
 
Viscerale il sangue rivive nel suo fluire, tra formicolii e punture di dolore caldo, riacquisto il tempo e continuo a passeggiare tra alberi di melograno impigliati nella brina
 
_Sìììììììììììììììììììììì, uff, sto arrivandooooooooooooo, bof che rottura!_
April 23

Primo intervallo

I intervallo
 
-Cosa fai?-
-Cerco...Sto cercando-
-Con il sedere sul divano?-
 
 
(Nessuna risposta, solo un corpo muto, svuotato di senso, siede correttamente su di un divano bordeaux dalla testata alta, dura, secca, posto al centro di un salone immenso.
C'è una linea dritta che percorre la figura dai piedi congiunti ai capelli legati; mani curate poggiano composte su ginocchia strette, piegate, gomiti prostrati all'esterno, delicatamente, senza invadere, avambracci incorniciano il busto ben ritto e, sopra ,un collo eretto finisce in una testa ben acconciata.
Nessuna attenzione, la postura impeccabile non reagisce al poggiarsidi unamosca che trova ampie piste d'epidermide sulle quali zampettare, piccole imperfezioni come crateri da scavalcare, un uoo sulla luna che combatte l'assenza di gravità, no, di più,perchè l'insetto ha ali, non solo zampe, e può volare, sorvolare, supervisionare con distacco, può, inosservato svolazzare apparentemente senza senso. La voce si sparge, mentre le ore passano su quell'immagine senz'occhi, incavi neri, vuoti, profondi, su quell'involucro imbottito di niente, unica sostanza che dà la forma, che riempie la pelle gonfiandola senza deformarla, corpo perfetto, senza rughe,nuovo, mai usato, dal cellophan alla vetrina del mondo, per l'altrui godimento dal qual è dispensata l'anima.)
 
Ehi, rispondi? Cazzo, vuoi rispondere? Dio mio...aiutatela, non ha polso, è morta.
 
 
April 22

Il lirismo è un'ebrezza, e l'uomo s'inebria per confondersi più facilmente con il mondo" Milan Kundera

Sono il tasso di Kafka che ogni tanto sbuca hiihihih sbuca per farsi un giro, per stiracchiarsi e vedere se su sopra c'è un pezzo di carne che s'incastri al mio ahhahahah
Le sfide più grandi, a livello di interazione con con esseri umani viventi me le lanciano gli uomini,e, quando ci sono degli uomini di mezzo sento il mozzo gridare "guai in vista!" Perchè? Ah e me lo chiedete pure? Ma è ovvio, è scontato, rispondervi che ogni volta che punto un uomo poi lo idealizzo o forse dovrei dire ogni volta che ho un uomo in mente poi lo materializzo e lo vivo con la proiezione di un desiderio, mi sembra davvero di sottolineare l'ovvio!
Ahhaaaaaaaaa volete un esempio pratico? L'ultimo, ah emblema di rettitudine nonchè di secchezza, in realtà nasconde bene il gay che è in lui, il pervertito che vive per dei last minutes con figure maschili che hanno un biglietto da visita con un vibratore nel culo!
E questo è solo uno dei tanti esempi, potrei dell'ingegnere tedesco che aveva un organizer al psto del cazzo e che sotto la giacca e la cravatta adorava indossare le mie autoreggenti,k o di quello che con me veniva dopo due botte ma con le altre era uno da 50 min... ah che culo eh!
Di uomini che ho voluto davvero per quello che erano, e non per quello che costruivo in loro, non credo ce ne siano stati, a parte Fang è ovvio, ma poi oltre al suo cazzo mega giga di lui non ho mai voluto nent'altro... 6 anni 6 di gran sesso, di fantastico sesso, di un sesso che non torna più... Se è vero che "l'amore fisico sfocia in una spaventosa monotonia genitale in cui tutto ritorna sempre uguale a se stesso" (Boisen) allora cosa resta?
Resta una normale relazione affettiva... bah sarà, devo proprio? E allora bisogna che mi rimbocchi lemaniche e che frughi nel mucchio, mmmm questo no troppo accademico e poco creativo, questo no troppo brigoso e poco stimolante, quello no troppo basso, ah quell'altro poi no no, troppo bigotto mmmmm poca cultura, uh, lui lì? Maaaaaaaa neaaaaaaaaaaaaanche se mi pagano, troppo povero di tasca e di spirito, quello è astemio, non va bene, questo pernsa che Marcuse sia una marca di ruhm, ouuuuuuuu quello là? Va beh oh solo perchè ho ceduto ad una trombata mica mel o devo sposare, mmmmmmmmm tizio? Nah dai su porta la giacca di jeans, Caio? Ma non lo vedi che legge ken follet in spiaggia? Sempronio? Ou ma sa dit quello vuole rovinarmi!... Per non stare a sottolineare il fatto che, ogni uomo, dal primo all'ultimo (e non sono una strafiga ma ne ho avuti abbastanza da potere fornire un cospicuo campionario) instaura con me un morboso rapporto basato sulla competizione.
Ah del mucchio, a questo punto, resta veramente poco... sono pure quasi stanca di frugare... abbasso la media per una trombata o due ma poi... è più forte la noia alla Boisen... e allora good bye babe... dico mai più, dico non voglio, dico è una perdita di tempo... dura un po' poi scatta il meccanismo PROIEZIONE ... e via, al primo accenno di atipicità scatta un innamoramento VOLUTO, di quelli che rincoglioniscono solo in parte, ma facciam ben finta di no dai, ti va se facciamo finta che sia innamorata davvero, trovando la scusa che sia sempre e solo colpa della mia esigenza, del mio spirito eclettico, dei miei vuoti d'umore, del mio barcollare, mentale e fisico? Su, dai, un po' di partecipazione, un po' meno snobismo mentale, dai, insomma, un po' di umiltà Eu!
Non esiste la perfezione in assoluto... mmmmmmmmmmmmmmmmm beh non in assoluto, quella soggettiva esiste eccome, quindi cadono inevitabilmente, poco a poco, pezzi di specchio che coprono un'immagine che non sapevo esistesse, mi ritrovo con estranei che addirittura mi schifano e che , per questo, sono portata a trattare in malo modo fino a sparire... il solito faux pax
Comincio a farmi venire in mente lo scambio di lettere tra Liebniz e Kundera dove il primo colloquiava con Agnes appoggiando la concezione per la quale non siamo il viso che indossiamo, e che gli specchi, alla fine, riflettono quello che del mondo vogliamo percepire, un solo punto di vista contro l'universale visione della realtà e mi trovo a dare una manata di bianco alle pareti, a girare pagina per poi sedermi distrutta e chiedermi "cosa mai avrò fatto in tutto questo tempo? Ehm accendo una paglia vah, guardare oltre, (make up your mind and moove on creature).. e così, in un susseguirsi di ciclcici ricambi, come fossero tagliandi, , come fossero natali passati, come fossero pit stop... EIMAL IST KENIMAL oppure EINMAL ODER KEINMAL? chi più chi meno hanno tutti lo stesso posto su quello scaffale di tacche, nessuno eccelle, manco so più quanti siano... vanto comunque solo innamoramenti, tanti, tutti, vi garantisco che m'ero illusa anche io, pur conoscendomi ho ceduto all'illusione, sono rea senza peccato perchè per prima ho perso tempo, sogni, progetti, perchè per prima mi sono tradita come fa un clown che va in scena senza naso, o un comico senza battute, solo gag gag gag... huhuuhuhuhu no, no, non maleinterpretate il tono, non è drammatico, è paradossale e sarcastico... è tutto un grosso bluff, sempre e comunque, indipendentemente dagli attori, se mi prendessi sul serio potrei impazzire, io sono un bluff ahhaha uno strrrrrrrrrraoooooooooooordinario, enorme, complicato, grande bluff, fatto con più o meno stile a seconda delcoinvolgimento, ma sempre un bluff
Che le sorprese più grosse, nella vita, ce le facciamo noi veh, ogni qual volta nutriamo la pulsione di un bisogno, è con questa illuminazione, che a volte si spegne, che riesco ad accettare tutto, a provare tutto, a vedere tutto, senza esserne traumatizzata per più di quell'attimo di stordimento da big impact.
E se oggi un uomo nuovo, è una sfida nuova, un modo come un altro per allontanarsi dalla consapevolezza che poi si muore e che, di fronte a questa prospettiva, vivere, alla fine non conta poi un gran chè... L'unica incognita è "arriverà al secondo appuntamento?"... hiihihih Ou anche io ho i miei ess muss sein, non è mica una esclusiva niciana.
La mia vitalità viene non da quella forza che tutti, frettolosamente m'attribuiscono, no no è un moto più sottile, deriva dal mio individualismo, dal mio fancazzismo, da quella energia che trovo nei mei autori, perchè ho visto tutto attraverso i loro occhi, ho vissuto tutto grazie all'immenso spazio mentale che hanno saputo aprirmi, ho goduto più tra le pagine di libri che ho sventrato piùttosto che con l'affondare della testa di Fang tra le gambe, nessun uomo è mai stato capace di darmi una leccata celebrale che mi facesse venire... nessun estraneo m'ha  mai leccato una spalla mentre sfogliavo un libro in Sala Borsa... per dominarmi serve una mente brillante e dinamica, servono fiori di campo in concetto, serve la capacità di stupire con una pronta argomantazione, con una acuta intuizione, con un illuminante affermazione, con lo scoppio improvviso di una risata cinica condivisa, sono più succube del fascino celebrale io che chiunque altro... sono un mostro che se non alimentate con input poi vi si ingoia in massa... le icone del potere, del denaro, della bellezza mi distraggono ma non mi inebriano, non mi domano, non mi appartengono... sono una gagona io, posso lasciarmi convincere dal luccichio di uno status ma non è questo ahimè a farmi restare...maledetta me, me ne faccio grande colpa, beato chi puù fuggirmi, io no mi posso nè rinnegare nè sfuggirmi... devo voncicermi con il minor margine di screzio possibile, dandomi della cretina per la poca logica realistica con la quale compio le mie scelte... scelte? mah forse melgio definirli colpi di testa vah... e non solo con gli uomini, che a questo punto sono il meno, ma con tutto il resto... che è il più... (guess you were right when you use to call me the stubborn horse...)
E così mi preparo a voltare pagina, a risentire i soliti commenti, a rivalutare le solite opportunità, che poi non sono mai abbastanza (right again! too much is never enough huh?)...(noway have you got always that fucking right? ahhahah)
Sono un'ellissi, non un cerchio, è vero, ma questo no m'esime dall'eterna ciclicità delle cose, bah detta da uno gnosta questa frase suona un po' troppo ellenica, ma che ci volete fare, non sono un filosofo coerente con le sue teorie, non sono un intellettuale fedele ad un iter letterario, non sono neppure in grado di finire un romanzo ahhahah maledetta incostanza, maledetto raziocinio ballerino... Su facciamo il punto... CHE MI RESTA?
La consapevolezza più o meno parziale delle mie potenzialità, della mia personalità, m'aggrappo al concetto della perfettibilità ahhhhhhhhhhhhhhhhhhh sante passeggiate solitarie di Rousseau che m'hanno aperto la speranza nel domani, santi Ginsberg e Burrogs, Ferlinghetti e Corso che m'hanno aperto le porte di PAROLEMONDINUOVIEDINAMICI, Uh Adorato Jack che m'ha squartato il cuore, Benedetti biografi alla Ludvig che hanno saputo farmi aprire righe per trovarci dentro tesori regalandomi la fiducia nel guardare oltre garantendomi che saprò sempre stupirmi, Santa Emily per avere acceso il lume su quella strada di mattoni gialli per la quale ho imparato a vivere, Impagabile Milan nella quotidiana analisi introspettiva di me e del mondo, Insostituibile Bloom nell'avere attutito il peso dell'ignoranza che su di me grava e sempre graverà, e ancora Frizzi... ah dio con quel werd der du bist mi rialzo anche in una fossa pienda di merda, Buck buck buck e ancora mille e cento pinte di creatività eclettica, di nuovi linguaggi, di aleianazione perchè ho capito che se non si scommette si muore soffocati dalla muffa, Walty che incommensurabile vuoto hai saputo colmare facendoti fonte di immensi altri talenti, spalla di gigante su cui poggiano mille teste di nani, e ancora Franz che m'ha introdotto al dividualismo e Anders che me lo ha spiegato e Goeblin che più di me lo ha visssuto, Oh metafisici che nei quadri di Magritte ci ho viste scritte parole che mi restano sospese, Sigismundo caro m'hai fatto aprire le gambe senza vergogna con lo spirito di un pioniere, William che m'ha fatto capire quanto sia importante sapere origliarsi e non posso continuare l'elenco che una vita non basta a ringraziarli tutti per gli strumenti che ho succhiato, mentori al cui assenza mi spersonalizzerebbe.
Grazie agli gnosti ho capito che "la vita è altrove" e che nessun essere umano vivente, potrà mai sostituirsi alla ricchezza di una buona libreria come all'ebrezza di un buon vino.
Come posso trovare interessante un uomo, se poi, alla fine, lo paragono a chi sa veramente eccitarmi, coinvolgermi, farmi genuflettere nella più totale devozione?
EEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEeeefffffatemi citare Ibsen ancora e ancora quando dice PASSIAMO LA VITA A LOTTARE CONTRO I TROLL NELLA MENTE E NEL CUORE
 
 
 
 
 
April 14

THE HEN CORNER

Well as i promes here i am in order to build a corner dedicated to someone really special. I know, this sounds silly because someone could replay "well, each one of us can talk about someone special in our life". I would wear a freak look saing "ya, ya..."
(They don't know what i'm talking about, how many of them can tell with sureness that they SHARED something? Because when i use the verb "to share" i feel the magestic power of being blessed by god for being able to get into someonelse's soul and let this someone come in mine. To share means to be able to let yourself falling in a spontaneus fusion with the moment, in the magestic atmosphere of alienation! I'm lucky, i was really kissed by god when i met the special creature i'm talking about and for this i'll be thanks for my whole life. Why? ahhaha noway he means so much to me even if we are fisically far, even if probably will never meet again, even if i have my own life and he does as well, even if we spent less then 200 hours in the same place, even all this we are able to reach one each other like nonelse, we are able to understand what's in our soul in a cuple of words written on the screen, we are able to look upon our heads in the darkness of a winter sky calling our names out as loud as a human being could knowing someone on the other side of the world can hear, we are able to get emotion by thinking about us, we are able to share a landscape even if we are far because we carry inside us the hidden side of us.
When i feel lonely and disappointed i run away from my life getting inside him, those days i go home driving my car in the sunset listening to our songs i get home i close out the intere world and opening a bottle of white wine i sit and talk to him. During those moments i don't feel crazy or silly or stupid, i feel big, strong and save because i know that wherever the hell he can be doesn't matter, his soul sits confortable on my coach!
I wrote a lot about him, to him, but unfortunately my english is not enough to let out what i feel with the energy it deserves... well probalby the whole english dictionary would't be enough, but i don't care, i'm not writing for you, i'm writing to him)
"...i went to your house..."
April 13

Calvino mangiati la m...

Oggi, mentre trafugavo kundera, mi scivola tra le mani una recensione di Calvino su "L'insostenibile leggerezza dell'essere" apparsa su Repubblica (e quale altro quotidiano poteva dare spazio a Calvino?) il 31 maggio del 1985 intitolata Due obiezioni a Kundera. Motivata più dalla curiosità che dalla natura dell'intervento mi metto a leggere. Dopo aver fatto un preambolo ricco di complimenti più che sentiti dovuti ad un autore di spessore come Kundera, pubblicato in 20 lingue in tutto il mondo, il romanziere per eccellenza del novecento tra i vivi, Calvino cominica ad infilzare spilli del suo buonismo ad oltranza per arrivare alla conclusione scontatamente superficiale di muovere due critiche una alla concezione del kitsch kunderiano l'altra sulla metafisicità kunderiana. Quando dico superficialmente lo faccio per il semplice motivo che il tema del kitsch, criticato nella sua esposizione troppo superficiale e limitata stando a Calvino, non è l'oggetto primo del romanzo che intende trattare, e lo si evince dal titolo, il tema della leggerezza del quale il kitsch si fa componente assieme ad altre parti che alla leggerezza sono connesse. Ha forse dimenticato Calvino, quando accusa kundera di denigrare il kitsh che quest'ultimo ha vissuto in una dittatura e che la leggerezza di cui parla è quella di chi ha "vissuto la fame e la morte" (come disse  Pasolini)? Come può essere stato così frettoloso da non aprofondire le motivazioni di Kundera scrivendo:
"Le mie obiezioni a Kundera sono due: una terminologica ed una metafisica. L'obiezione terminologica riguarda la categoria del kitsch, di cui Kundera prende in considerazione solo una tra le varie accezioni. Ma del cattivo gusto della cultura di massa fa parte anke il <kitsch che pretende di rappresentare la spregiudicatezza più audace e "maledetta" con effetti facili e banali. Certo è meno pericoloso dell'altro, ma vatenuto conto per evitare di crederlo un antidoto. Per esempio, vedere l'assoluta conrapposizione al kitsch nell'immagine di una donna nuda con in testa una bombetta da uomo non mi pare del tutto convincente". Leggo, respiro, mi fumo una sigaretta. Rileggo, avrò capito male, sarò partita prevenuta. NO è proprio scritto così... M'incazzo, prendo la penna e comincio a vergare gli spazi bianchi: Il tema del kitsch secondo Kundera non può essere reso in modo esaustivo in un romanzo del quale non è oggetto se non come sfacettatura di quest'ultimo. A dimostrazione di ciò ci sono 4 capitoli ineramente dedicati al kitsch (intesa come accezione strettamente correlata e discendente dalla etimologia del termine tedesco stesso: del popolo, della massa, del generico, della moda, del cattivo gusto..) nel saggio interamente dedicato al romanzo come arte a se stante con una propria evoluzione universale che prescinde dalla natura linguistico geo politca, ovvero il Sipario.
 
E continua: Obietterò che per i panteisti e per gli titici (io appartengo a duna di queste due categorie, non  preciserò quale) la defecazione è una delle più grandi prove della generosità dell'universo ( della natura o provvidenza o necessità o cos'altro si voglia). Che la MERDA SIA DA CONSIDERARE TRA I VALORI E NON TRA I DISVALORI, è PER ME UNA QUESTIONE DI PRINCIPIO. (caps mio)
 
Ci risiamo. Siamo alle solite. Toni demagogici da pluralismo ad oltranza, di "uttto va messo sullo stesso piano", da un buonismo ipocrita e spasmodicamente policentrico che vede nella totalià delle cose un positivismo predominante. Calvino se la merda è bouona allora magiatela.
 
 
 
April 11

Quando la sinistra "vince"

Premetto che, non tanto per disinteresse alla real politik, quanto per rispetto a chi sa quanti strumenti e nozioni siano necessare per discutere di politica senza parlarne a vanvera, il mio blog è inteso come finestra sulla letteratura e non come un forum di attualità.
Detto questo non posso esimermi dallo stilare un breve commento sull'esito di queste elezioni parlamentari che, se non per un esiguo 0.1% di scarto non han visto il trionfo di nessuno.
Per commentare è necessario fare una valutazione complessiva che non si esaustisce, ahimè in un risultato corposo, chiaro al punto da avere come naturale conseguenza una svolta politica-sociale.
Primo punto il corpo elettorale. Prendo in considerazione innanzitutto il dato dell'affluenza alle urne che, con il suo 83% e rotti in un certo senso mi tranquillizza sull'inquietudine allargata di una popolazione che si sente stato. Che si possa imputare all'andamento economico del paese o alla campagna elettorale portata avanti dalle due fazioni (termine che sostituisco a coalizione perchè se usassi quest'ultimo non definirei il csx) poco importa il dato certo è che l'italiano medio, in un modo o nell'altro, che sia spinto dalla coscienza civica o dall'esasperazione, ha deciso di farsi parte dello stato e di partecipare. Essendo in tema di corpo elettorale muovo un quesito concernente le disposizioni legislative in merito di definizione del corpo elettorale: il cittadino italiano. Mah mi chiedo... si può definire un cittadino italiano colui che 50 anni fa decise di lasciare l'italia per vivere in un altro paese ed essere per questo dipendente da leggi altre, da tassazioni altre, da amministrazioni altre allo stato italiano? Non sarebbe forse più giusto identificare come avente diritto al voto un cittadino che vive nella realtà italiana, che paga le tasse all'erario italiano, che contribuisce all'andamento economico italiano e che per questo dallo stato italiano viene "regolato"?
Non ha forse diritto di scelta chi contribuisce alla vita dello stato italiano?
Secondo punto il sistema elettorale. Ferma restando la mia posizione sostenente la tesi per la quale alla base di un governo in grado di riformare e governare un paese ci siano la STABILITà( possibile solo con una maggioranza coesa e consistente) e la DEMOCRATICITà (possibile soltanto con il meccanismo dell'alternanza), premettendo che sono sempre stata a favore di un sistema elettorale di tipo maggioritario a doppio turno, una critica alla scelta di un meccanismo proporzionale di conteggio dei voti, pur avendo una soglia di sbarramento alta, mi sembra doverosa. Qualche sostenitore del centro sinistra potrebbe argomentare, come sua consuetudine, addossando la responsabilità del ritorno al proporzionale al governo di centrodestra, non posso certo negare o dissentire dall'evidenza, chiaro, ma vorrei ricordare che, uno dei motivi per il quale questo meccanismo non fu introdotto sotto il governo di centrosinistra rappresentato dall'allora Premier Dalema, fu quello per il quale non ebbe vita abbastanza lunga nè tanto meno la coesione per approvare una riforma costituzionale. Detta in soldoni, il centrodestra non avrebbe varato questa riforma se il centrosinistra ci fosse riuscito prima.
Terzo punto vincere non è governare. Pur trovando il termine vittoria, per le motivazioni su citate nell'introduzione, poco consono all'esito di queste elezioni, non si può certo negare l'evidenza del risultato elettorale che vede una fazione prevalere sull'altra di ben 0.1% alla camera (i dati del senato non sono ancora definitivi, ma sicuramente la situazione non si rivelerà tanto distante da quella della camera). Ora io mi chiedo che tipo di vittoria è una prevalenza esigua che permette ad una fazione gravata dal peso di una frammentazione partitico politica così evidente da avere dovuto stilare un programma di 200 e rotte pagine? Che diatribe sussisteranno mai nel meccanismo legislativo a partire dalle proposte di lex fino ad arrivare alla loro approvazione? Non credo di illuminare nessuno se cito la garanzia del meccanismo della fiducia che un governo deve avere in un sistema parlamentare come il nostro, e ancor minore scoperta è quella per la quale le crisi di governo in Italia sono sempre state all'ordine del giorno anche in presenza di vere coalizioni nonchè di maggioranze più consistenti. Dunque per governare non è sufficiente vincere le elezioni (grazie a Dio esistono delle leggi a garanzia della democrazia), ci sono altre soglie da superare prima d'arrivare a governare, come se quest'ultimo verbo fosse di facile realizzazione.
Quarto punto analisi. Non voglio ripetere ciò che è stato fin troppo ribadito in merito alla spaccatura (c'è mai stata un'Italia unita?) geo politica del paese, non voglio ribadire concetti che son ben chiari  a tutti, voglio solo focalizzare l'attenzione su di un punto FI è stata demonizzata, accusata, aggredita, offesa durante il periodo di legislatura del governo (che si è caratterizzato come il più lungo di tutta la storia della politica italiana) durato ben 5 anni e nonostante questo resta il partito con il maggior numero di voti, azzardo se sottolineo questo dato a chi presuntuosamente si faceva portavoce del popolo italiano in campagna elettorale sbandierando l'esigenza impellente di un radicale cambiamento possibile solo nella morte elettorale del centro destra? Trovo che, a dispetto di quello 0.1% il centro destra abbia avuto una conferma di richiesta di continuità nel proprio operato testimoniato dal largo consenso ottenuto. E non condanno certo chi ha scelto di restare fedele ai valori di sempre non "raccattando" (scusate il termine grossolano e poco politico ma è il più adatto per descrivere quanto fatto dal centro sinistra) chiunque nella propria coalizione, con la prospettiva di dovere, nel caso di vittoria, trovare con questi ultimi accordi per governare.
Potrei continuare ad oltranza ma, come ho premesso nell'introduzione, il mio blog è dedicato alla letteratura, e questo intervento breve e poco tecnico è stato fatto solo per ricordare che si deve guardare oltre. 
April 10

ho perso un figlio

Esiste la categoria SFOGO? no, perchè quando ti si intrufolano le parole e con un sincronismo meccanico ,autonomamenteti si   materializzano sullo schermo diventa un  momento topico! Quando poi arrivi ad una fine, che non c'è mai fino infondo, e soddisfatto dai una polpastrellata energica sul tasto del punto e sei soddisfatto del ritmo, della sensazione, dell'incastro perfetto beh sai d'avere dato! Resta la cosa apparentemente più facile, un ultimo clik, quello del salva.... ti dici che praticamente è FATTA... ups e invece no, succede che al posto del salva clikki un cacella e puf... due belle orette di lavoro se ne vanno, si volatilizzano, scompaiono, spariscono, muoiono in una visione che non avrà giustizia perchè mai opponibile a terzi alcuni...ah ci vuole un lavoro di lutto, ci vuole un'autopunzione severa, ci vuole un dio con un fax, ma nn ho più il numero nè tanto meno la forza di irrompere con uno sfogo nevrotico e cattivo che ho pure dormito poco e  mi mancano le energie e ho una sensazione di cose liquefatte tra le mani, non afferro nulla e mi perdo i copia incolla, sono stanca e questo inanellamento di parole scontato, scialbo, non ritmato ma rimato ah bah blah bleak skifo inconcludente skifo liquido quando ti sguillano i gesti dalle palle degli occhi e vomiti tanto per grafomania come una bulimica ossessessionata (quante sssssss) dalla lettura ingoio ingoio ingoio per sputare fuori parole fagocitate.
Concludo con un vaffanculo incazzato, perchè ho perso un figlio di 500 righe e l'ho ucciso io
 
April 09

L'entità del dividuo

C'è una carrellata di mostri sacri che attraversa il corridoio della letteratura in cerca di una definizione consona a quello strano soggetto che vive altrove, da Cervantes a Kundera, da Omero a Joyce, da Verlain a Nietsche, da Cèline a Kafka, da Freud ad Anders, tutti, hanno scritto con l'intento di definire, decifrare, fare urlare il dividuo. Questo essere imbollato in una bolla sospesa a pochi cm dalla crosta, uno Don chisciotte svanito, un Ulisse sbussolato, un Bloom allucinato, uno Zaratustra scioccato, un mrK flashato, un Dividuo.
Essere intelligente, selfconsious, al quale manca la consapevolezza del proprio ruolo in un mondo dove accondiscende a regole senza capirne la logica. Dividuo inindividuabile, inincollocabile, inarrestabile nel suo vagare senza meta, che sia per un giro in Alexanderplatz o una traversata al di là delle Colonne d'ercole, poco importa, non è certo una distanza fisica a separare il dividuo dal resto, se così fosse si ritroverebbe in un corpo proprio.
Ed a chi intendesse sfondare le pareti nel quale è murato il dividuo con agromentazioni teologiche, antropologiche, economiche e sociologiche scomodando Weber ,o Kant, o Durkeim, o Hegel, o Shopenauer, o chi so io, consiglio la sottile e ben mirata critica Andersiana partorita da una percezione altra di quegli autori che hanno vagato per una vita nei corridoi metafisici dell'esistenza a voto di una definizione esaustiva del Dividuo come concetto , che per questo, hanno sposato l'eterno Werde der du bist niciano.
 
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Eugènie ravanelli

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il pensiero è il pensiero del pensiero e l'anima si reincarna nella forma delle forme è la poliedricità a contraddistinguere l'unico tratto definibile del mio carattere. Ho dentro tutto credo basti per esimermi dall'interazione. ci sono cose che accadono e sono come domande. passa un giorno, un mese, forse anni ma prima o poi la vita risponde
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